Il Monte Catria è il tipico esempio di ambiente ad elevata biodiversità e costituisce un’area appenninica completa e variegata; vi sono infatti praterie, pascoli, boschi, torrenti, gole e imponenti pareti rocciose. Una peculiarità di questa montagna è la presenza di piccoli paesi, tutti a fondo valle e a quote non più alte dei 600 metri sul livello del mare.

I mille metri che separano i centri abitati dalla vetta del Catria sono sede di una natura impervia e selvaggia che non ha permesso all’uomo di viverci stabilmente, ciò fa sì che una zona molto estesa del massiccio sia completamente disabitata e frequentata dalle popolazioni locali solo per le attività di montagna come il pascolo e l’approvvigionamento di legname.

Queste condizioni permettono alla natura di esprimere le sue massime potenzialità dando vita a fenomeni veramente insoliti e spettacolari.

La “Sacra Montagna”

Il Monte Catria è il più alto del tratto appenninico delle Marche e ad ogni livello dei suoi 1701 metri di altitudine offre paesaggi ed esperienze uniche, da scoprire durante tutto l’arco dell’anno.

Dal latino “Cathedra” ovvero “cattedra” intesa come la sedia più alta, il Catria deve il suo nome alla propria posizione di rilievo tra il Monte Acuto (1668 m) e una dolce sella che collega le due vette.

 

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Ai piedi della montagna si srotola l’antica via Flaminia, la presenza della strada consolare è un chiaro segno di come il Catria fosse già un riferimento geografico per i viaggiatori del passato. Inoltre il Ponte Grosso, una struttura ad arcata doppia del I secolo a.C. situata nella Gola del Burano, sottolinea il collegamento tra la costa Adriatica e la città di Roma.

Nonostante l’altitudine contenuta rispetto alle altre vette degli Appennini, il Monte Catria è una montagna vera e propria, con paesaggi inesplorati e quasi primitivi che regalano escursioni di varia difficoltà e rara bellezza.

Nello stesso comprensorio di cui fa parte il Monte Catria, fanno parte il Monte Acuto, la vetta delle Balze degli Spicchi, il Corno del Catria ed altre cime di altitudine superiore ai mille metri collegate tra loro da creste frastagliate e pareti rocciose particolarmente amate dagli esperti di arrampicata e di sport estremi.

Numerosi geologi definiscono il Catria come un “atlante geologico” per la ricca presenza di diversi tipi di rocce appartenenti a differenti epoche geologiche che testimoniano l’intero arco temporale di formazione dell’Appennino centrale.

Nelle giornate limpide, la montagna offre panorami incredibili su tutta l’Italia Centrale, l’assenza di alte vette nel raggio di centinaia di chilometri permette la vista dei Monti Sibillini, dei Monti della Laga, del Lago Trasimeno e dei boschi umbri, fino all’azzurro del mare Adriatico.

Fonte Avellana, un monastero immerso nel Paradiso di Dante

Scendendo verso valle, si incontrano delle nicchie medievali davvero interessanti, come per esempio il misterioso Eremo di Fonte Avellana, risalente all’anno Mille e meta turistica di notevole importanza.

 

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Il Monastero si trova su un dislivello roccioso a 700m sul livello del mare, nascosto tra un fitto bosco di faggi e arrampicato su una parete scoscesa circondata da alberi di nocciolo, il cui frutto, l’avellano, dà il nome al luogo mistico.

All’interno del borgo si respira un’aria spirituale quasi surreale, e l’atmosfera tipicamente medioevale ha reso l’eremo una delle attrazioni più interessanti dell’Italia Centrale.

Le attività sportive sul monte Catria

A differenza di molte altre montagne appenniniche, il comprensorio a cui appartiene il Monte Catria offre diverse attività sportive durante tutte le stagioni dell’anno.

Per esempio, la vetta gemella del Catria, il Monte Acuto, è sede rinomata per i propri impianti sciistici invernali, quasi 10 km di piste di difficoltà differenti si snodano tra gli importanti dislivelli del massiccio; una comoda cabinovia (attiva anche in estate) trasporta gli amanti degli sport invernali su e giù per le piste. La presenza di un noleggio sci e di un rifugio accogliente rendono davvero indimenticabili le giornate trascorse in questo parco di divertimento naturale.

 

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Dal punto di vista escursionistico il Catria offre una varietà di percorsi davvero ampia, da semplici e rilassanti passeggiate fino a sentieri impervi che attraversano il massiccio su tutti i suoi versanti, permettendo esperienze incredibilmente diverse tra loro, pur trovandosi sulla stessa montagna.

Da non perdere è il tratto del Sentiero Italia, che taglia la montagna dal paese di Cantiano fino a Fonte Avellana, il Sentiero Frassati delle Marche immerso nei boschi del versante nord, ma anche la Grande Traversata del sentiero 75, che attraversa il massiccio passando per le vette minori, oppure i sentieri 29 e 56, che passano per le affilate ed emozionanti creste del Corno del Catria e della Balza degli Spicchi.

Dei percorsi molto più tranquilli sono quelli che costeggiano le vecchie mulattiere disseminate in un paesaggio incontaminato dal sapore antico e rilassante, percorribili in mountain bike o in sella al cavallo.

Gli abitanti del Monte Catria

Il Catria non è solo spiritualità, turismo e ambita meta sportiva; ma è soprattutto un ambiente naturale illimitato, caratterizzato da una fauna davvero inestimabile e protetta come una coppia della rara Aquila reale che da sempre nidifica tra i dirupi della Balza dell’Aquila, parete verticale sospesa sulle sorgenti del fiume Cesano. Volano liberi anche diverse coppie di falchi e numerosi gheppi; nei boschi regnano i gufi reali, gli allocchi, i barbagianni e le poiane, in bassa quota sono inoltre presenti il picchio nero e il picchio rosso.

Tra le tante specie introvabili in altri luoghi naturalistici, c’è la Coturnice, un piccolo fagiano di montagna, il Gracchio corallino, un raro corvide di alta montagna, e un piccolo branco di Mufloni, pecora selvatica dalle corna a spirale.

Una simpatica presenza è quella dello “Scazzone” (Cottus gobio), un piccolo pesce che nuota solo in acque purissime, il quale popola con i gamberi di fiume ed i granchi le acque dei torrenti che nascono dal comprensorio del Catria. A caratterizzare i gelidi ruscelli sono i tanti anfibi come la salamandrina dagli occhiali, il geotritone e la salamandra pezzata; verso valle, quando i letti dei torrenti si allargano, si aggiunge la presenza delle trote.

Procedendo verso valle è numerosa la presenza di volpi, scoiattoli, faine, tassi, gatti selvatici, donnole, diversi branchi di cinghiali, caprioli e daini. Inoltre, l’introduzione e l’influenza nella popolazione equina locale di cavalli maremmani ha dato luogo ad una razza locale chiamata “Cavallo del Catria”, un animale robusto e rustico, idoneo al pascolo e utile nei lavori agricoli montani.

 

la bellezza del Monte Catria

 

Infine è ormai consolidata la presenza del re dell’Appennino: il lupo.

Anche la flora è rigogliosa e diversa, ricoprono la zona fitti boschi di abete, faggio, acero montano, acero riccio, leccio, ginepro, carpino bianco e carpino nero, sorbo montano, orniello, roverella, nocciolo, olmo montano, tasso e tante altre specie. Particolare è la gamma di arbusti rari come l’onicino, la rosa spinosissima, la dafne olivella, la ginestra stellata, il cotognastro minore, l’uva spina, il crespino e l’efedra.

Non manca l’agrifoglio, i rovi e i cespugli di fragole e more; tra i fiori, il bucaneve, le primule, le orchidee, i mughetti, i narcisi, i crocus, le genziane, le potentille, i myosotis alpini e le viole di Eugenia; di grande interesse e valore sono anche le specie vegetali che crescono negli ambienti prevalentemente rocciosi.

1701 metri di pura passione: alla conquista della croce del Catria

Il Catria è una vetta che va raggiunta passo dopo passo, salita dopo salita. La cima, situata a 1701 metri, è costellata da un’importante croce legata ad un aneddoto particolare.

La croce originale fu sistemata in occasione del Giubileo nel 1900 per volere dell’allora pontefice Papa Leone XIII che espresse l’idea di un solenne omaggio al Redentore. Così vennero installate 20 croci su alcune delle principali vette italiane: tra queste venne scelta anche quella del Catria.

Nel 1907 i ruvidi agenti atmosferici la distrussero quasi del tutto, quindi la croce che si erge oggi nel punto più alto della montagna è risalente al 1963, da quell’anno in poi la solida costruzione ha resistito tranquillamente a tutte le stagioni.

Altro patrimonio storico del Monte Catria è rappresentato dalle numerose tracce sparpagliate dall’uomo in questi luoghi dal Medioevo fino alle guerre mondiali, come le trincee, i rifugi, i punti e torri di avvistamento. Su questa montagna, dove il tempo sembra essersi fermato, si riscoprono sensazioni come la calma, la pace e l’armonia; cose che la società moderna, sotto agli 800 metri di altitudine, ha dimenticato quasi del tutto.

Gusti e sapori del Monte Catria

Oltre agli scorci che si perdono all’orizzonte e ai sentieri che attraversano il cuore della montagna, il Monte Catria è ricco anche dal punto di vista enogastronomico: sono pregiate le trote del Catria, per le quali è stato addirittura costruito un allevamento per scopo alimentare; è interessante il sapore delle visciole di Cantiano impiegate per confetture e liquori; è notevole la freschezza del pane di Chiaserna, composto da farina di frumento di tipo “0”, lievito naturale, lievito di birra e acqua di Cantiano, inserito anche nella Gazzetta Ufficiale Italiana come prodotto agroalimentare regionale.

Il Monte Catria è ottimo per ospitare picnic ad alta quota durante le belle giornate, inoltre è percorribile fino alla vetta sia per via asfaltata che mediante sentieri sconnessi e panoramici. Una volta arrivati, bisogna solo guardarsi intorno e godersi la vista da una posizione strategica che domina incontrastata sull’Italia Centrale.

Manca solo di partire e avventurarsi nella più affascinante e poliedrica montagna marchigiana.

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